On. Nello Dipasquale all'Osservatorio: «Non contro il Parco, ma quella perimetrazione è sbagliata. Va revocata e rifatta con tutti»
La dichiarazione
«Non sono mai stato contrario in maniera a priori all'istituzione generale dei parchi nazionali e all'istituzione di un parco nazionale nel nostro territorio. Ho sempre detto che un parco nazionale deve essere condiviso e deve partire questo processo dal basso.»
«Quando partì questo processo non ci fu questo coinvolgimento — ero sindaco come c'erano tantissimi altri amministratori. Il parco fu calato dall'alto: solamente un gruppo di persone, in maniera legittima, condivisero un progetto e una perimetrazione, e dopodiché il governo di allora ne approvò la norma. Questo però fu un errore, perché il non coinvolgimento delle amministrazioni locali sin dall'inizio e il non coinvolgimento delle categorie creò un muro tra quella legge istitutiva e le comunità.»
«Il problema di fondo è che quella perimetrazione era così vasta che andava a toccare buona parte delle attività produttive del nostro territorio, rappresentando non un beneficio ma un limite. Penso che un parco nazionale — che è una norma molto restrittiva — debba proteggere, debba quasi "mummificare" un'area proprio per non permettere che venga toccata. Quella perimetrazione invece individuava un'area non per mummificare ma per risanare, e non è così.»
«Chi non ha visto la norma andare avanti ha legittimamente fatto un ricorso al TAR e l'ha vinto.»
«Io sono per fare un nuovo parco. Sono perché venga revocata quella norma che non fu condivisa e che venga elaborata una nuova perimetrazione, quindi una nuova norma istitutiva di un parco che sia condivisa da molti e non da pochi. Il limite di quella norma fu che fu condivisa da pochi e non da molti.»
Analisi tecnica dell'Osservatorio
1. Una posizione più sfumata di quanto circolasse. La posizione di Dipasquale non è quella di un oppositore pregiudiziale al Parco — è quella di chi critica questa perimetrazione specifica e questo processo istitutivo specifico. La distinzione è rilevante: non "no al Parco" ma "no a questo Parco, sì a un Parco fatto diversamente". Si avvicina strutturalmente alla posizione di Assenza (FdI) e del Libero Consorzio di Ragusa, pur provenendo da un orizzonte politico opposto. Questo allineamento trasversale è probabilmente il dato politico più significativo del dibattito attuale.
2. La distinzione "mummificare vs risanare" è tecnicamente precisa. Dipasquale identifica un nodo reale: la Legge 394/91 e i parchi nazionali sono strumenti pensati per aree ad altissimo pregio naturalistico già intatto, non per aree degradate da "risanare". Applicare uno strumento di protezione massima a un territorio produttivo antropizzato — come buona parte degli Iblei — è esattamente il disallineamento tra strumento e contesto che questo Osservatorio ha segnalato nell'analisi della perimetrazione 2019.
3. Revoca vs abrogazione: la strada tecnica è più complessa. Dipasquale parla di "revoca" della norma istitutiva e rielaborazione di una nuova. Sul piano giuridico, la Legge 222/2007 è una legge dello Stato: non si "revoca" con un atto amministrativo regionale, ma richiederebbe un intervento legislativo nazionale (abrogazione o modifica) o — strada più percorribile a breve — una rinegoziazione della perimetrazione e del regolamento nel DPR istitutivo, prima della firma definitiva. È la stessa finestra dei 180 giorni imposta dal TAR che altri attori stanno cercando di utilizzare per modificare il contenuto del decreto, non la norma di base.